IL DONATORE

 

arabAFenice Editore - 2015

Quando una storia d'amore finisce spegnendosi, senza lasciarti neppure lo spazio per una lite. Quando il futuro che immaginavi svanisce, il presente traballa e il passato è messo in discussione. Quando gli unici spazi di leggerezza li trovi in una baita di montagna concessati da una misteriosa eredità. Quando nonostante tutto riesci ancora a riderci sopra. Quando vedi spazi di speranza nel cambiare vita, e da direttore d’azienda che eri realizzi i tui desideri pascolando una dozzina di mucche per poi fare formaggi d’alpeggio. 

 

IL DONATORE è un romanzo sull'imprevedibilità dei rapporti di coppia. Contrappone tra loro le scelte possibili e le mette alla prova, nel caos della città e su vette animate solo da gridi di rapaci.

E' il banco di prova per esistenze che desiderano altro, con solo la certezza di sapere cosa non vogliono dalla vita .

 

Il Noir Inatteso

3 Edizioni nel 2010 

torna in libreria nel 2016 completamente rivisto 

IL PARADISO NON E' PIU' QUI.

Un omicidio a Carloforte

arabAFenice Editore - 2016

 

"A prua, dove di solito stava seduto Pietro, c'era un malloppo voluminoso coperto da un telo arancione. L'ex metronotte si avvicinò impastando le scarpe bagnate nella sabbia e si sporse all'interno dello scafo. 
Lì per lì vide solo un piede. Il tallone era abraso e violaceo, leggermente gonfio. Era il piede di un morto, o forse di una morta, a giudicare dalle piccole dita e dalla caviglia affusolata.
Alzò il resto del telo finchè apparve anche un ginocchio. La pelle sulla rotula era chiara, in alcuni punti si distingueva una sfumatura bluastra. Sul polpaccio, dei graffi sembravano recenti: probabilmente il corpo era rimasto impigliato in qualcosa, forse una rete, magari in compagnia di alcuni dentici nervosi che si erano agitati invano per liberarsi dal loro destino.
Sollevando il telo, Corrado individuò anche l'altro piede, ripiegato sotto il primo. Le due gambe proseguivano naturalmente andandosi ad attaccare al bacino. Dalla posizione di Corrado il pube era poco evidente, come un baffo appena accennato si nascondeva nell'incavo delle cosce. La ragazza amava raderlo ma sembrava castano e spiccava a contrasto con il pallore della pelle. Sulle natiche, un'ombreggiatura segnata dal sole o dalle lampade abbronzanti rendeva visibile il segno degli slip.
Nient'altro. Il corpo finiva lì. Mancava il resto della donna."

"Il Donatore" è una storia importante, che parla di vita e dei repentini voltafaccia a cui quest'esperienza unica che è la nostra stessa esistenza ci mette di fronte. Da leggere!

Carla Vistarini - scrittrice, autrice di "Se ho paura prendimi per mano" (Corbaccio Ed.)

 

Mattia è il protagonista del romanzo “Il Donatore”, ma potrebbe essere anche un amico, un parente, lo stesso autore, o potremmo persino riconoscere in lui noi stessi, anche se donne, alle prese con una crisi sentimentale. Eppure, già dalle prime pagine, non è facile distogliere l’attenzione dalla sua storia, forse proprio per la normalità che la contraddistingue, ma che è scandagliata nel profondo, inducendoci a riflettere e a guardare alla nostra quotidianità. Sarà un evento inatteso e straordinario a rendere il ritmo incalzante e a cambiare i punti di vista del protagonista e, forse, anche di noi lettori…

Roberta Pisa- Social media strategist

 

Particolarità del romanzo è il punto di vista maschile. In questo va contro corrente, è “politicamente scorretto” rispetto alle classiche discussioni televisive. In genere l’uomo è il 'cattivo' e la donna è la vittima che lotta per difendere “i nostri figli” e tutte le varie sicurezze travolte dall’immaturità del padre. Questo romanzo può essere un testo “militante” per affermare come la stupidità fra coniugi sia, di solito o perlomeno, equidistribuita e non per forza sbilanciata in uno dei due poli di una relazione.

Gabriele Marzano - Dirigente

Scrivi splendidamente: pensieri scorrevoli, punteggiatura appropriata, lessico ricco e mi fermo qui altrimenti mi sembra di scrivere ai miei alunni! Il romanzo è bello, veramente bello: accattivante la storia di  Mattia e Daria, l'intreccio con l’eredità, la casa come ancora di salvataggio nel passaggio tra passato che frana e futuro da costruire.
L'elogio all'amicizia consumato intorno a una polentata è davvero profondo come le altre riflessioni sull'esistenza che metti in scena.  

Laura Giuliani - Insegnante

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